MOTOVIAGGI
#1 Giugno 28, 2:33 pm
MOTOVIAGGI

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MOTOGITA DI FERRAGOSTO
Racconti di viaggio
MADONNA DI CAMPIGLIO – PASSO DELLA MENDOLA….
Giovanni Mazzoni
Sabato 14 agosto ore 8, sono in cucina e faccio colazione con una zuppa di latte e
pane nella mia tazza preferita, ha il manico rotto, ma è bella grande ed ha la serigrafia delmio segno zodiacale – i pesci -.
Sul fornello il borbottio della caffettiera mi avvisa che posso spegnere, il caffè è salito,
il profumo si espande, mi piace berlo nel bicchiere!.
Esco in balcone con il bicchiere in mano soffiando e sorseggiando, è una bella
giornata, il cielo è azzurro e la temperatura è mite, ottimo preludio per una motogita!
Da una settimana aspettavo questo momento, fare un bel giro in solitaria, io e “la
vanitosa”.
Ho preparato la mia roba dalla sera, in procinto di uscire sento mia moglie che mi
chiama e pronuncia una serie di raccomandazioni, vai piano….non correre….hai preso i
soldi….i fazzoletti….ecc., confermo e scendo.
In garage “la vanitosa” mi stava aspettando, lucida che di più non si può, forse ha
passato la notte davanti allo specchio, hahahahaha!
Si parte!
Destinazione Madonna di Campiglio.
Traspolesana, traffico quasi assente, solo qualche vacanziero ritardatario o gitante
domenicale, a Verona prendo la tangenziale direzione Trento - Brescia, voglio risalire per
la gardesana orientale.
Seguo le indicazioni per Trento, mi sfugge la deviazione per Lazise e dirigo verso Affi.
Mi capita, a volte, che, mentre mi diverto a guidare cantando dentro il casco spezzoni
di canzoni di cui mi invento anche le parole che non ricordo, non faccio caso ai cartelli
segnaletici e vado dove mi porta la strada.
In fondo il vero piacere è viaggiare! La meta è una scusa!
Mi accorgo di essere quasi ad Affi, mi fermo in un’area di servizio con bar aperto,
faccio benzina e provo per la prima volta con il bancomat, riesco a fare il pieno, tutto ok, è facilissimo e molto comodo al self.
Mi tolgo il giubbino similpelle e lo fisso, arrotolato, sulla sella posteriore con la rete
elastica, la maglietta è bagnata di sudore, la tolgo e la metto ad asciugare al sole, appesa
al ramo di una pianta lì vicino, mi curo con un capuccino ed una pasta, il sole è alto e
scalda parecchio, la bottiglietta di acqua che avevo portato, prelevata dal congelatore, è
ancora una sagoma di ghiaccio.
Indosso la maglietta di scorta ed un gillet smanicato, recupero la maglietta dalla pianta
e riparto.
Devo andare verso il Garda!
Uhaoo! L’indicazione Bardolino km. 9,10 è quella che cercavo!
La strada è tutta in discesa, curve e tornantini, non credevo ci fosse un tale dislivello,
200 mt s.l.m., non è impegnativa, ulivi e vigneti ne fanno da cornice, lo specchio azzurro
del lago lancia qualche riflesso tra una curva e l’altra.
Bardolino, imbocco la gardesana direzione Riva.
C’è meno traffico di quello che mi aspettavo, in prossimità di Garda si verifica l’effetto
fisarmonica, chi cerca un parcheggio improbabile, chi deve svoltare, pedoni che
attraversano in ogni punto, è un continuo rallentare e ripartire per circa 1 km., poi il nodo si scioglie e davanti a me ho due scooter che viaggiano appaiati ed i relativi passeggeri,femmine, che si parlano urlandosi qualche cosa, i piloti sono in ciabatte e maglietta.
Un colpetto di clacson e sorpasso.

La strada è libera e posso dedicare la mia attenzione anche al panorama.
Alla mia sinistra la riva del lago scorre fra innumerevoli spiaggette ghiaiose, piccoli
pontili, tanta gente seduta o coricata su teli e stuoine, tanti windsurf come farfalle colorate
si muovono sull’acqua azzurra come non l’avevo mai vista, il cielo è sereno quasi brillante
e talmente limpido che si riesce a vedere il paesaggio della sponda opposta!
Bisogna che mi fermo!
Malcesine, l’area antistante il molo d’imbarco del traghetto mi offre un posto ed
un’ombra per una sosta.
Il ghiaccio della bottiglietta che ho nella borsa ha incominciato a sciogliersi e posso
bere alcune sorsate di acqua veramente fresca, anzi ghiacciata!
Quattro passi sul molo a guardare un traghetto che passa oltre, qualche foto, una
pulitina alla visiera del casco e nuovamente on the road.
Alla mia destra è un’alternanza di alberghi, uliveti, file di auto parcheggiate al limite
della banchina.
Corbole, Riva del Garda; sono le 12,45 entro a Riva, mi dirigo verso i giardini del molo,
c’è tanta gente in movimento, cerco un posto per fermarmi, i parcheggi sono pieni di auto
e moto, c’è un chiosco con sedie ed ombrelloni, vende giocattoli, souvenir, gelati, bibite e panini, mi fermo lì!
Sono l’unico cliente, sposto due sedie ed infilo la moto all’ombra di un’ombrellone, il
gestore non mi vede, è indaffarato in un angolo del chiosco, saluto – buongiorno capo! – si
gira, mi guarda da sopra gli occhiali da naso – buongiorno desidera? – vorrei mangiare
qualcosa, cosa mi propone?
Mi recita un’elenco di nomi di panini e hot-dog che non ho capito niente, ordino un hotdog,
il numero 5, ed una birra.
Dopo circa 5 o 6 minuti mi serve sul tavolino un siluro di pane di circa 30cm., morbido e
caldo, non guardo cosa contiene, lo mordo, buono!
Continuo ad essere l’unico cliente, ne approfitto per chiedere informazioni sulla strada
per Madonna di Campiglio, mi consiglia un passaggio dal passo Duron per la bella vista
panoramica.
Aveva ragione, raggiungere Tione di Trento
attraverso il passo Duron o Durone (si trovano tutte e due le scritte!) è bello, a destra il bosco di pini e larici, a sinistra la vallata con i suoi paesini accoccolati tra un torrente e la montagna, si trova anche una bella area di sosta ben attrezzata con tanto di aiuole fiorite e prato verde per pic-nic.
Tione, SS 239 della val Rendena, sulla via per Campiglio; la strada sale in maniera
regolare, scorrevole e belle curve, Pinzolo è il centro cittadino più consistente che si
incontra e si può apprezzare la cura e l’impegno che questa comunità montana mette in
atto nel valorizzare anche esteticamente l’ambiente circostante per invogliare, il turista che lo attraversa, a rinanere.
Passato Carisolo si affrontano due serie di tornanti prima di percorrere l’ultima tratta di
strada che porta dritta dritta a Campiglio.
Madonna di Campiglio – 1550 mt.s.l.m. –
Perla delle dolomiti del Brenta
Entro a Madonna di Campiglio, alberghi e vetrine ambo i lati, gente che passeggia,
sono da poco passate le 17.
Avanzo per circa 300mt. e mi trovo davanti alla piazza centrale bloccato da uno
sbarramento di fioriere, che fare?
Sosta strategica! Estraggo dalla borsa un pizzico di fogli con piantine, indirizzi e nomi
di alberghi B&B che avevo scaricato da internet.
A vista d’occhio non ne vedo uno corrispondente, entro nel primo albergo più vicino ed
una gentile signorina mi informa che i Garni sono sul lato nord oltre la piazza, ma per
arrivarci devo tornare indietro ed imboccare il tunnel che funge da collegamento; un paio
di km. di galleria e sono al lato nord, ancora una volta fermo davanti ad uno sbarramento
di fioriere che delimitano il centro.
Ora, però, vedo alcune insegne con nomi che mi ero segnato, mi ispira il “Garni dello
Sportivo”.
Metto in moto e lo raggiungo, discutiamo un attimo sul prezzo che non corrisponde a
quanto trovato in internet, ma concordiamo, la differenza consiste nel fatto che è rimasta
solo una camera doppia, la prendo, non ho voglia di andare a cercare altro, voglio farmi
una doccia!
La moto è sistemata nel garage seminterrato, beeenissimo!
Sistemato e rinfrescato mi avvio, a piedi, per il
centro, alberghi, negozi e ristoranti da ogni parte si volga lo sguardo, prendo la strada per
il parco.
C’è ancora tanta gente, seduta a circolo sui prati o nei pressi delle giostrine dove i
bambini giocano; due personaggi truccati da clowns costruiscono sagome di oggetti e
animali annodando lunghi palloncini colorati che regalano a quei bambini che incuriositi e
meravigliati li avvicinano.
Voglio vedere il centro e superare le fioriere!
Bella piazza lastricata in porfido, bar- gelaterie-pasticcerie eleganti, ognuna con la
propria distesa di tavolini davanti, gente che si guarda l’una con l’altra, vetrine che ti
attirano come un lampione le falene.
Un negozio ha un’attrazione particolare, vado a vedere, c’è tanta gente in coda, è la
ricevitoria del lotto! Mi metto in coda ed acquisto due biglietti del superenaloto, non si sa mai!
I ristoranti che prima vedevo vuoti cominciamno a riempirsi, io ho un buono sconto, che
mi ha dato l’albergatore, per un pasto da consumare presso un locale convenzionato,
vado mangio e mi scontano 2,5 euro!
Il paese di sera è bello, insegne luminose di ogni tipo e colore , vetrine sfavillanti che
sembrano chiamarti, ma comincio a sentirmi stanco, torno in albergo e conquisto il letto,
buonanotte!
Buongiorno! Mi sveglio presto, guardo sul telefonino sono le 6,30, la colazione è alle
7,30, ho tutto il tempo di farmi una doccia ed insacchettare quelle due o tre cose che ho
con me.
Saluti, saluti e sono nuovamente on the road, ore 8,30, direzione Cles – Passo della
Mendola.
L’aria è frizzantina, in strada non c’è quasi nessuno, è il
15 di agosto; raggiungo Campo Carlo Magno, sosta per foto e la “vanitosa” si mette
sempre in posa!
Una decina di km. quasi tutti in discesa, un po’ di tornanti, incorniciati tra boschi e viste
panoramiche che si aprono sulla valle sottostante, raggiungo Dimaro, fermata per un
controllo sulla piantina, seguo SS 42 Bolzano - passo della Mendola.
Sono nel bel mezzo della Val di Non e di Sole, il bosco ha lasciato il posto ai frutteti,
alberi carichi di mele da ogni parte, le piante sono talmente ben curate che sembrano
giardini ornamentali, ma, ad un certo punto, un grande cartello, a bordo strada, avvisa il
viandante che si trova nella zona di produzione della “Melinda” - complimenti!
Per un buon tratto è tutto un su e giù circondati da filari di mele, verso Cles si apre una
bella vista panoramica sul lago di Santa Giustina.
Bivo SS43- SS43dir - Bolzano - passo della Mendola, un gruppo di sei scuteroni va in
quella direzione, mi accodo, tanto per fare un po’ di strada in compagnia.
Il bosco è nuovamente il nostro compagno di viaggio, seguo gli scuteroni, vedo che
anche i loro guidatori, a volte, indugiano a guardare il panorama, quando il bosco si apre.
Passo della Mendola 1383 mt.s.l.m., un bel gruppetto di alberghi con tipiche balconate
in legno adornate da cascate di fiori, un’area parcheggio quasi tutta piena di moto, mi
fermo, gli scuteroni continuano, ciao… ciao… grazie della compagnia!
Fermo la “vanitosa” vicino ad una moto da fuoristrada, alta imponente, con balocchi di
fango secco nei punti giusti, forse nascerà una storia, chissà! Hahahahaha!

Un caffè, un bicchiere d’acqua, un paio di foto e di nuovo in sella, giù per la SS42
verso la SP14, la strada del vino e del lago di Caldaro.
Voglio vedere il lago di Caldaro, dalle piantine 216 mt.s.l.m. e 6mt. di profondità, di
origine alluvionale.
Seguo la segnaletica, deviazione dalla strada del vino, una strada ristretta si stacca,
alla mia sinistra, scende, divincolandosi fra i frutteti, verso il lago.
Vado! Un km. circa e mi trovo in un parcheggio adiacente ad una struttura che
assomiglia molto ad uno stabilimento balneare; parcheggio la “vanitosa”! Entro!
Uhaoo! Non mi aspettavo una tale organizzazione in uno sperduto laghetto di
montagna!
Una grande struttura che ospita supermarket, ristorante, vetrine ed uffici vari, si
affaccia sul lago con una bella terrazza attrezzata di sedie, tavolini ed ombrelloni, a lato, in continuazione della riva, un prato verde e rasato che sembra quasi un tappeto di moquette ombreggiato da grandi alberi dalla folta chioma.
L’acqua è limpida e smeraldina.
Tanta gente distesa su teli o materassini fra macchie di ombra e di sole, tanta gioventù
e famiglie con bambini; bambini con braccioli galleggianti che starnazzano vicino a riva
osservati da vicino da un adulto e da un gruppetto di 4 o 5 anatre che con curiosità vi
girano attorno e cercano di beccare qualche pezzetto di pane che qualcuno lancia dalla
riva, ne ho vista una che, uscita dall’acqua è andata direttamente a prendersi la sua
razione dalle mani del lanciatore.
Il posto e la vista sono veramente belli, dopo un giro di perlustrazione conquisto una
sedia con relativo tavolo ed ombrellone sul terrazzo vista lago, ordino un “bananaboat” e
una bottiglietta di minerale.

Un paio di ore sono passate che non me ne sono accorto, è tempo di rimettersi in
moto! Ciao al lago ed alle paperelle!
On the road, direzione SP 14 Egna e succesivamente SS 12 – Trento – Verona.
Ho raggiunto la pianura, le cime delle montagne
sono alte, davanti e dietro di me, ancora frutteti, questi, però, hanno le mele rosse, quelle precedenti erano giallo-verdi, qualità diverse!
Ad Egna una modifica della viabilità mi costringe ad un giro vizioso per imboccare la
statale 12 del Brennero direzione Trento; il caldo afoso della pianura si fa sentire, sento la
maglietta bagnata di sudore sotto il giubbino, cerco un posto per fermarmi, una stazione
di servizio, devo anche fare benzina.
L’orologio digitale che ho sul manubrio segna le 15,45; in lontananza vedo l’insegna di
un’area di servizio IP, la raggiungo, è attivo solo il self, c’è il bar, ma è chiuso.
Va bene ugualmente, c’è una tettoia ombreggiata con rampicanti, un paio di tavolini
con sedia a lato bar, mi fermo qui!
Per prima cosa faccio il pieno, comodo il bancomat, poi inizio lo spoglierello!
La maglietta bagnata stesa al sole sullo schienale di una sedia, il giubbino lo arrotolo e
lo blocco sulla sella posteriore con la rete elastica, stessa procedura usata nell’andata!
Maglietta asciutta e gillet smanicato, riparto, c’è aria calda ed afosa!
Il resto del viaggio non ha storia, raggiungo Verona, tangenziale est e transpolesana,
Stienta, Ferrara, alle 19 circa sono nel cortile di casa.
La “vanitosa” riposa in garage, io mi faccio una meravigliosa doccia, mia moglie affetta
un salame in cucina.
Alla prossima!
Jackson

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